Ultima modifica: 29 Aprile 2022

Accoglienza studenti ucraini

VADEMECUM. Accoglienza scolastica degli studenti ucraini esuli.

Facendo riferimento alle note ministeriali che richiedono a tutte le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione l’esercizio del massimo impegno per accogliere gli esuli in età scolare, che fuggono dai territori coinvolti dalla guerra in atto in Ucraina, offrendo loro tutto il sostegno e l’accompagnamento a tal fine necessari. Sono molti, in rapidissima crescita, i minori in età scolare costretti a “sospendere” la consueta vita quotidiana e a lasciare la terra d’origine, per fuggire ed iniziare un incerto viaggio.

Tra le molteplici esigenze cui far fronte, è prioritario assicurare loro il proseguimento del percorso educativo e formativo, anche perché possano ritrovare condizioni minime di “normalità” quotidiana.

Il nostro istituto che si contraddistingue per l’inclusività e l’accoglienza si attiverà per:

  • realizzare l’integrazione scolastica degli studenti in fuga dalla guerra, assicurando l’inserimento il più possibile vicino ai luoghi presso cui questi ultimi trovano asilo.
  • tenere conto della particolare condizione di fragilità di ciascuno degli esuli accolti, determinata dallo sradicamento dalle proprie comunità e, in più di un caso, dall’allontanamento da uno o entrambi i genitori.
  • cercare di non disperdere la rete di relazioni che uniscono tra loro i profughi o li legano a familiari presso cui trovano accoglienza, favorendo il raccordo con le comunità ucraine stabilmente inserite in Italia, al fine di evitare ogni forma di isolamento e facilitare il percorso di integrazione.
  • favorire il più possibile la conservazione di piccoli gruppi di provenienza, in primis nuclei familiari, considerando poi l’appartenenza alla medesima comunità territoriale o geografica

ASPETTI ORGANIZZATIVI. INSERIMENTO A SCUOLA.

Per l’iscrizione degli studenti stranieri, è stato individuata, dalla Dirigente, un’assistente amministrativa, nella persona della sig.ra Renata Perrucci, con l’incarico di occuparsi dalla pratica dell’iscrizione sino al completamento dell’iter amministrativo. Al momento dell’iscrizione dell’alunno esule, si prende come riferimento l’anno di nascita degli studenti autoctoni che in quel determinato anno frequentano regolarmente una determinata classe; pertanto lo studente straniero verrà iscritto alla classe corrispondente all’età anagrafica. In caso contrario e su delibera del Collegio Docenti, verrà retrocesso di un anno o al massimo di due anni art. 45, del D.P.R. 394/1999. L’ iscrizione può essere richiesta in qualunque periodo dell’anno scolastico art. 45, co. 1 del D.P.R. 394/1999. La C.M. 205 del ‘90 raccomanda di limitare l’inserimento di alunni stranieri a “qualche unità per classe”, per consentire ai docenti di seguire più da vicino tali alunni negli apprendimenti. L’assegnazione alla classe va quindi fatta in modo da distribuire, per quanto possibile, su più classi gli alunni esuli, in modo da agevolarne l’inserimento. È importante che non si creino situazioni ghetto o di concentrazione di disagi che mettono in difficoltà il lavoro educativo e didattico di tutti i giorni e in prospettiva possono creare fenomeni di emarginazione e innescare dinamiche di ulteriori squilibri.

ASPETTI SANITARI

In epoca covid preoccupano particolarmente gli aspetti sanitari visto che i vari Paesi hanno attivato procedure anche differenti per affrontare l’epidemia e promuovere le campagne vaccinali. Esistono, inoltre, per i minori in Italia, obblighi vaccinali non legati al covid a cui non corrispondono i medesimi obblighi in Ucraina.

Il Decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, modificato dalla Legge di conversione 31 luglio 2017, n. 119 prevede vaccinazioni obbligatorie per i minori di età compresa tra zero e sedici anni e per i minori stranieri non accompagnati.

In virtù di tale normativa e delle Linee guida pubblicate dal Ministero nel 2017, le scuole devono accertare se siano state praticate o meno agli alunni in ingresso le vaccinazioni obbligatorie, richiedendo la presentazione della relativa documentazione. In assenza di certificazione le scuole devono contattare l’ASP di riferimento per le necessarie procedure e verifiche per regolarizzare la posizione dei minori e ai fini delle verifiche sanitarie in conformità a quanto deciso dall’Unità di crisi regionale per l’emergenza Ucraina, e riassunto nella circolare del Dipartimento regionale Tutela della Salute “Procedure sanitarie e di protezione temporanea per i civili in fuga dalla guerra in ucraina”.

SI evidenzia che i minori devono essere iscritti e accolti anche in mancanza di tali vaccinazioni obbligatorie per garantire il diritto all’istruzione.

SUPPORTO LINGUISTICO E PSICOLOGICO

Come riportato nelle note ministeriali questa istituzione scolastica si attiverà per implementare percorsi di supporto psicologico con figure professionali specializzate e si attiverà, compatibilmente con le risorse rese disponibili da parte degli Enti all’uopo preposti, per l’individuazione di mediatori linguistici e culturali che favoriscano l’interazione e la comunicazione interpersonale.

ASPETTI METODOLOGICI E DIDATTICI

La scelta di un tempo adeguato all’inserimento scolastico per gli alunni stranieri è fondamentale per permettere di recuperare e costruire la sicurezza necessaria ad affrontare in maniera serena le richieste prestazionali che i percorsi di apprendimento richiedono; tale periodo varia in funzione dell’età del minore e della sua storia pregressa.

Le prime fasi dell’accoglienza devono dunque sovente basarsi sull’appianare le difficoltà che possono comparire in relazione alla necessità degli alunni di esprimere i propri bisogni primari personali.

È fondamentale, da parte dell’insegnante, la cura dell’aspetto affettivo-emotivo per arginare stati d’ansia e d’insicurezza che possono comparire proprio in tale fase, mediante l’instaurazione di un rapporto cooperativo che configuri l’insegnante stesso come adulto di riferimento all’interno del nuovo ambiente. Migliore è la costruzione di un clima accogliente, più attendibili e prevedibili le rassicurazioni degli adulti, più facilmente si attiveranno negli alunni strategie di resilienza. L’invito agli insegnanti è dunque, specialmente nelle prime fasi, di costruire opportunità volte all’alfabetizzazione emotiva nella comunicazione per attivare solo dopo l’approccio alla lingua specifica dello studio.

I docenti del consiglio di classe di riferimento avranno cura di redigere un PDP (con indicazione chiara degli obiettivi possibilmente raggiungibili) previo colloquio, da tenersi entro la prima settimana di frequenza scolastica, con lo studente e i genitori (o referenti affidatari) finalizzato all’acquisizione delle prime informazioni sulla storia personale e scolastica dello studente neo inserito. Pur tenendo in considerazione l’età degli alunni e l’ordine di scuola, il metodo didattico, in queste prime fasi, può giovarsi di un approccio iconico (intelligenza visiva) ed orale (intelligenza uditiva) per incentivare e mediare le caratteristiche affettive d’ingresso all’apprendimento.

Pur tenendo in considerazione l’età degli alunni e l’ordine di scuola, il metodo didattico, in queste prime fasi, può giovarsi di un approccio iconico (intelligenza visiva) ed orale (intelligenza uditiva) per incentivare e mediare le caratteristiche affettive d’ingresso all’apprendimento.

Le attività dovranno essere svolte in un piccolo gruppo dei pari per favorire la socializzazione e sostenere l’approccio linguistico (gioco, attività ludica e di laboratorio, “tutoraggio”)

Fare riferimento alle molteplici esperienze di peer education e peer tutoring, in particolare nelle fasi iniziali di approccio all’ITABASE, come anche all’utilizzo sperimentato di materiali didattico bilingue o nella lingua madre.

Il Ministero dell’Istruzione e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) il 23 marzo 2021 hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa sul tema “Accoglienza, integrazione e solidarietà internazionale verso i rifugiati”, sul sito di UNHCR è disponibile un kit didattico che comprende programmi e attività didattiche adatti alle diverse fasce d’età utili per educare i bambini italiani all’accoglienza. (https://www.unhcr.org/it/risorse/insegnare-il-tema-dei-rifugiati/)

Verrà dunque creata una rete di supporto e accoglienza all’interno della scuola ed individuata la commissione incaricata di predisporre i materiali e coordinare gli interventi sugli alunni, in collaborazione con Enti, associazioni, famiglie.

Per gli aggiornamenti relativi alle indicazioni del Miur sull’accoglienza degli studenti ucraini, si rimanda al sito https://www.istruzione.it/emergenza-educativa-ucraina/

Si confida nella consueta collaborazione di tutta la comunità scolastica che, pur provata da un lungo tempo di pandemia, saprà mobilitare le sue energie migliori per fare fronte alla nuova e tragica emergenza,  facendosi comunità accogliente ed inclusiva.

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